Invorio 16-05-2022

Salve, sono Vittorio Stellini, Presidente dell’Associazione Cuochi di Novara e VCO. Sono qui per salutare per l’ultima volta l’amico Diego e fare le condoglianze ai suoi parenti, cugini, nipoti che non avevo avuto il piacere di conoscere prima.

Porto naturalmente anche il saluto da parte di tutti i nostri associati, qualcuno ha potuto essere presente, qualcun altro no, ma ho ricevuto tantissimi messaggi via WhatsApp, email. Il saluto dell’URCP e della FIC.

Molti lo hanno fatto per forma, partecipazione, per un saluto ad un collega, credo però non fossero in tanti a conoscerlo davvero. Io per primo non lo conoscevo bene come Professionista, come Cuoco, gli ero molto affezionato questo si, ma non mi ero interessato del suo lavoro.

L’avevo conosciuto nei primi anni 2000, eravamo nel Consiglio direttivo dell’Associazione nello stesso periodo, avevamo trovato un ottimo feeling, anche se credo tutti avessero un ottimo rapporto con lui. Insieme c’era anche l’altro grande amico Anchisi Luciano, con loro due mi trovavo sempre d’accordo. E fu proprio Diego e poi Luciano che nel 2003 mi consigliarono di candidarmi alla Presidenza dell’Associazione. Loro due furono i miei primi elettori, ed è per questo che li ho sempre avuti nel cuore e continueranno a esserci. Certo, chiedo scusa all’amico Gaspare, non mi misuro con il suo affetto per il caro Diego, lui ha avuto molto più tempo di starci vicino, proprio fino all’ultimo. Ecco lui lo conosceva bene e parlando con lui mi ha raccontato un po’ della sua vita professionale.

Rosa, una famiglia di grandi Chef, nel 1907 già uno Chef al Grand Hotel di Venezia, molti poi si sono trasferiti a Roma dove anche Diego fece un po’ di anni. Ma è stato al Danieli di Venezia, ha lavorato al Borromeo di Stresa e poi anche all’Astoria, molti anni all’Hilton di Milano. Ma sorpresa per me, nel 1981 è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana. Un titolo che molti esibiscono, giustamente, ma per lui non andava fatta esibizione, molti di noi la pensano così. Gaspare mi ha raccontato degli aneddoti che arricchiscono i miei ricordi del Diego e mi sento onorato per la sua amicizia. Voglio però dire che se avessimo più memorie come queste, da poter presentare ai nostri ragazzi che vogliono crescere nel nostro lavoro, qualcuno in più potrebbe seguirne le tracce. Hanno bisogno di esempi positivi, che sappiano ascoltarli e consigliare. I ragazzi capiscono chi li vuole aiutare.

Ciao Diego, come dicono i tuoi amici Alpini, sei andato avanti e così ritroverai l’amico Anchisi e molti amici miei e qualcuno li voglio ricordare perché tu possa salutarli per me: Alberto Gritti, Fornara Franco, Romeo, Ennio, Trombetta, l’amica Pia, Preda, Elio, Borchio, Dante, Eolo, Gattoni Luigi, Egidio Rossi, e tutti gli altri.

Ciao Diego, buon viaggio.